A cosa servono le barriere galleggianti?
Le barriere galleggianti servono per
proteggere aree o zone balneabili dall'inquinamento in superficie,
in parte da quello sommerso e per mettere in sicurezza le aree da
natanti a motore non autorizzati.
Chi
può utilizzare le barriere?
Le barriere, che siano di tipo rigido o gonfiabile, possono essere
utilizzate da chiunque ne abbia necessità ambientali, di
inquinamento o per delimitazioni ai fini di sicurezza: Porti,
Darsene, Oasi protette, stabilimenti balneari in mare, sei laghi o
su fiumi.
Quanto sono efficaci le barriere?
Le barriere sono state progettate per fronteggiare gli inquinamenti
nelle acque. Il materiale con cui sono costruite garantisce
funzionalità meccanica e resistenza nel tempo anche a contatto con
oli combustibili e carburanti. L'efficacia delle barriere è vicina
al 90% di risultato nel caso di materiale galleggiante; l'efficacia
verso alghe, meduse, mucillagine ed altro materiale sommerso è
misurata in percentuale e dipende dalle condizioni geografiche
locali (esposizione, vento, fondale, correnti etc.).
Come si usano le barriere in uno stabilimento balneare?
Innanzitutto bisogna scegliere il tipo di barriera tenendo conto dei
risultati da raggiungere e delle condizioni geografiche locali.
Generalmente le barriere vengono posizionate a Maggio e recuperate a
Settembre. Le barriere devono essere posate in condizioni di mare
calmo e dopo aver posizionato i corpi morti per l'ancoraggio delle
stesse. Nel caso di mareggiate le barriere dovranno essere sganciate
tra di loro ma lasciate ancorate ai corpi morti. Possono essere
utilizzate sia contro gli inquinamenti che per la messa in sicurezza
delle aree balneabili.
Che
differenze ci sono tra barriere rigide e barriere galleggianti?
Le barriere rigide offrono le migliori prestazioni in acque calme,
come nei porti, nelle anse di fiumi o nei laghi. Le barriere
gonfiabili sono invece indicate per l'utilizzo in mare: tali
barriere seguono l'onda e non permettono lo scavalcamento ai detriti
che si accumulano all'esterno della barriera.
Come si posano le barriere?
Prima della posa sono necessari i rilevamenti dell’area per ottenere
la misura perimetrale dell’area da proteggere e per avere la
profondità dei luoghi in cui saranno piazzati i corpi morti.
L’installazione dovrà tenere conto dei venti e delle eventuali
correnti marine locali al fine di scegliere la migliore disposizione
possibile. Qualche giorno prima della posa delle barriere saranno
immersi i corpi morti con le catene insieme ai gavitelli che ne
segnalano la posizione. Per facilitare le operazioni d’installazione
il giorno della posa delle barriere il mare dovrà essere calmo. Al
momento della posa verificate di avere tutto il materiale
necessario: barriere, gonfiatore, moschettoni, grilli, cime, piccola
imbarcazione a motore, personale manovale a terra e in acqua. I
passaggi sono i seguenti: distensione delle barriere vicino alla
zona di posa, aggancio dei moduli l’uno all’altro, gonfiamento delle
barriere. Terminata l’operazione, legate una cima ad un’estremità
delle barriere e trainatele in acqua con l’imbarcazione; portatele
in corrispondenza dei gavitelli ed agganciate le catene alle staffe
delle barriere.
Le
barriere sono d’intralcio nelle situazioni di emergenza?
Assolutamente no: le barriere possono essere scavalcate da un
pattino senza creare o subire danni. Inoltre nel caso fosse
richiesto l’ingresso nell’area delimitata di un imbarcazione
autorizzata, basterà sganciare i moduli in un solo punto per
spostare agevolmente le barriere.
Cosa succede con le mareggiate?
Le barriere galleggianti, se ben ancorate, possono resistere anche a
leggere mareggiate con mare non superiore a forza 4: diversamente le
barriere devono essere sganciate e in alcuni casi anche rimosse.
Si
possono installare vicino agli scogli?
Certamente. Le barriere gonfiabili in neoprene hanno una eccellente
capacità di resistenza all'abrasione. In caso di tagli o lacerazioni
la barriera potrà essere risistemata con operazioni di manutenzione
straordinaria.
Come si ancorano le barriere?
I modelli di ancoraggio utilizzati sono prevalentemente due: di tipo
diretto o con catenaria. La scelta dipende dalle condizioni
geografiche e meteo-marine locali: l’ancoraggio diretto è meno
impegnativo ma efficace in acque poco profonde e non troppo agitate;
l’ancoraggio a catenaria è consigliato in acque profonde e piuttosto
agitate in quanto offre una grande elasticità alla struttura.
Che
permessi occorrono?
Le autorità competenti sono l'amministrazione locale e la
Capitaneria di Porto. I documenti che vengono solitamente richiesti
sono la mappa della zona interessata, indicazione sulla mappa della
posizione della barriera ed una scheda tecnica della barriera che
viene installata. Generalmente i permessi vengono rilasciati senza
troppi problemi in quanto le barriere sono dispositivi di
antinquinamento e per la messa in sicurezza dei bagnanti, due
attività che il gestore di aree demaniali è obbligato ad esercitare.
Come si riparano le barriere galleggianti?
Riparare una barriera galleggiante è come riparare la gomma di una
bicicletta quindi è molto semplice. Ciò che vi serve sono mastice,
rattoppo (pezza) e carta vetrata: una volta identificato il foro
basterà grattare la superficie della barriera con la carta vetrata,
spalmare la colla ed applicare la toppa. in 10 minuti l'operazione è
finita e la barriera ritorna ad avere le precedenti prestazioni.
E'
necessaria molta manutenzione?
Una volta l'anno, generalmente a fine stagione, le barriere vengono
lavate con acqua dolce e fatte asciugare. Le riparazioni ordinarie
vengono fatte direttamente dall'utilizzatore, mentre se sono
necessari interventi straordinari si consiglia l'intervento
dell'azienda produttrice. Una volta riparate se necessario, vengono
avvolte sui rulli o ripiegate su loro stesse e collocate in una zona
non troppo umida: l'anno successivo saranno pronte per la nuova
stagione.
Dove metto le barriere quando non le utilizzo?
Sia le barriere rigide che quelle gonfiabili possono essere avvolte
su appositi rulli, occupando così davvero poco spazio. Un rullo può
arrivare a portare fino a 300 metri di barriera da spiaggia BGS-80.
Il
materiale delle barriere gonfiabili rispetta l'ambiente?
Il materiale con cui sono costruite le barriere è neoprene (tessuto
gommato vulcanizzato): il neoprene non è un materiale inquinante e
può essere smaltito come normale rifiuto. Il materiale è ignifugo ed
autoestinguente.
Si
possono utilizzare le barriere anche su laghi e nei fiumi?
Si. La scelta del tipo di prodotto da utilizzare vara a seconda
delle condizioni geografiche locali; solitamente nei laghi è
possibile utilizzare le barriere rigide, mentre sui fiumi è
consigliabile l'utilizzo di barriere gonfiabili.
Esistono solo prodotti standard?
Le barriere gonfiabili sono interamente fatte a mano in quanto non
esiste la possibilità di lavorarle con macchinari; questa
caratteristica permette di realizzare anche prodotti specifici per
ogni esigenza, quindi anche quelle fuori standard.
Quando si usano le barriere rigide?
Le barriere rigide offrono le migliori prestazioni in acque calme,
come nei porti, nelle anse di fiumi o nei laghi. L'utilizzo è per il
contenimento di materiale inquinante o per la canalizzazione del
materiale in aree di smaltimento.
Quando si usano le barriere gonfiabili?
Le barriere gonfiabili sono indicate per l'utilizzo in mare e in
acque agitate: infatti le barriere gonfiabili seguono l'onda non
permettendo ai detriti di passare oltre il bordo. Estremamente
efficaci per tutto ciò che galleggia in superficie, offrono buone
prestazioni anche verso materiale sommerso come sacchetti, alghe e
meduse con l'applicazione di speciali reti di contenimento nella
parte immersa.
Si
possono usare per operazioni di dragaggio e lavori subacquei?
Sono particolarmente indicate per lavori subacquei e di dragaggio.
Alle barriere galleggianti vengono applicati grembiuli di tessuto,
generalmente PVC, della lunghezza pari alla profondità dell'acqua;
essi hanno la funzione di chiudere e contenere le polveri e gli
inquinamenti che di solito si generano nelle operazioni di scavo.